Genova: Troppi musei poco accessibili
Scritto da Administrator
11 marzo 2011 - Aster sprofonda nella crisi. E da tre anni ingloba i finanziamenti destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche per tamponare la falla dei suoi debiti. Due milioni di euro, destinati in origine a rendere più semplice la vita a chi si muove con difficoltà nelle strade e nei palazzi cittadini, sono finiti nella grande voragine dell’azienda delle manutenzioni.
Così si è scatenata la protesta della Consulta dell’Handicap, che ora chiede che quel denaro venga affidato a un assessorato. Per evitare che i fondi siano utilizzati in una partita di giro che solo formalmente rispetta gli impegni, ma in realtà serve solo per far quadrare un buco di bilancio.
Anche e soprattutto di Aster si parlerà oggi in commissione comunale, a Tursi, alla presenza della Consulta dell’Handicap. Sono i suoi portavoce, il presidente Giacomo Piombo e il consigliere Fabio Pienovi, ad annotare che negli ultimi tre anni «secondo una delibera di giunta si è deciso di destinare ad Aster più della metà dei soldi devoluti all’abbattimento delle barriere. Certo con il compito formale di utilizzarli a quello scopo, in realtà per sostenere la società. Cosa mai detta chiaramente, ma sappiamo essere così. E non vogliamo più che questo denaro sia ad appannaggio di Aster ma dell’assessorato alla Città Sicura».
Il 10 per cento degli oneri di urbanizzazione destinati alle barriere secondo i calcoli della Consulta ammonta a oltre un milione di euro all’anno. Anche se il lavoro nei cantieri in Genova negli ultimi mesi è un po’ rallentato. E ogni anno questo “tesoretto” ha subìto un prelievo di almeno 600 mila euro. Utilizzati per rendere accessibile la città? «Solo raramente - esordisce Piombo - ogni giorno riceviamo segnalazioni dalle famiglie, dalla Barrili piuttosto che dal Vittorio Emanuele, dalla succursale del Marco Polo così come dalle scuole di Salita delle Battistine. Tanto per citarne solo alcune delle decine di scuole impossibili. E gli studenti con disabilità sono 2.200 anche se non tutti con problemi motori....». Una città che respinge, anche nel tempo libero. Per bambini e adulti, in carrozzella o con deambulazione difficile. Fabio Pienovi sottolinea che è impossibile accedere anche alla biglietteria di Amt di via D’Annunzio, e se una persona disabile vuole trascorrere tempo piacevole in un museo deve rinunciare al Museo Chiossone, al Luxoro di Nervi, a Villa Croce, a quello di Storia Naturale (con il montascale esterno rotto da troppo tempo e con l’ascensore inaccessibile).
Aster, con quel malloppo di quasi due milioni di euro che si è accaparrata in questi anni, avrebbe dovuto rimediare a questi e a tutti gli altri ostacoli almeno nelle strutture pubbliche: «Invece rendono accessibile un marciapiedi con scivoli e segnali per non vedenti solo se lo rifanno da capo a piedi. In caso di manutenzione ordinaria no. Inoltre le loro tariffe sono così fuori mercato che noi della Consulta vogliamo affidare i lavori a chi almeno ci fa risparmiare...».
Così il consigliere Pienovi. Che conclude. «Quanto alle licenze per gli esercizi pubblici, le norme prevedono accessibilità generalizzata. Invece si controlla che ci sia solo in caso di ristorazione. Ma una persona non può andarsi a comprare un vestito?».
Di questo e altro oggi si parlerà in commissione. Di come in definitiva è grama la vita per chi ha disabilità motoria ma anche sensoriale (quindi non udenti e non vedenti) e che a Genova sono alcune migliaia. Includendo anziani con difficoltà deambulatoria.
Ce n’è anche per la Regione che «in assenza di fondi sta riducendo i soldi destinati, secondo la legge 17 del 2007, ai disabili che vogliono abbattere le barriere in casa propria». Prigionieri delle strade e del proprio condominio.
Fonte: http://www.comune.torino.it/
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