Bambini disabili senza insegnanti
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Denuncia di una madre. Promossi 72 assistenti, molti non sono stati sostituiti. E gli esterni costano troppo.
18 gennaio 2011 - Tornare a scuola, dopo le vacanze natalizie, e non trovare più la propria insegnante. Per un bambino autistico è qualcosa che supera «una semplice delusione». Lo racconta al Corriere, chiedendo l’anonimato, una mamma. «Mio figlio quando non ha riconosciuto l’assistente ha tirato in aria tutti i quaderni – spiega Elena (il nome è di fantasia, ndr) –. L’unica certezza che avevamo, fino ad ora, era quella di aver inserito il nostro bambino in una scuola statale con le garanzie di una dovuta assistenza offerta dal personale Aec; quelle figure professionali – continua la signora Elena – che accolgono il bambino disabile la mattina, lo accudiscono durante il pasto, lo accompagnano in bagno, educatrici che alleggeriscono la giornata dei piccoli che hanno capacità di concentrazione minime ed anche nei momenti "no"intervengono, seguendoli nei laboratori di pittura o cucina» .
Va letta tutta d’un fiato, la lettera della signora Elena perché dà il senso del disagio subito da molti genitori che hanno dovuto rinunciare «all'esperienza decennale dell'assistente educativo culturale (Aec)» . Cos’è successo? Il 27 dicembre 2010, si è chiuso il corso-concorso interno al Comune di Roma per la nomina di 400 istruttori amministrativi. Quasi un quarto dei vincitori, 72 secondo i dati forniti dai municipi, risultavano inquadrati come personale Aec. La progressione dei dipendenti, che hanno cambiato ruolo, ha privato 200 bambini disabili degli assistenti Aec. I municipi sono corsi ai ripari, assegnando i posti vacanti alle cooperative sociali (che già coprono buona parte del servizio). «Ai primi di dicembre avevamo esposto il problema al Comune – fanno sapere dal Municipio XI – senza ottenere risposta».
Nel Municipio XI sono stati 2 gli operatori Aec spostati ad altra mansione, «sostituiti subito» , ma in altre zone la situazione s’è fatta più critica. Parliamo dei municipi X, XII, VIII, XVI (7 Aec sostituiti), XVIII e nel IX Municipio dove sono stati rimpiazzati 9 operatori Aec. «Non potremo sostenere a lungo altri costi per le cooperative – spiega la presidente del IX Municipio, Susi Fantino –. Il 5 gennaio ho inviato una lettera al Comune: aspettiamo un riscontro». Aggiunge il presidente del XVI Municipio, Fabio Bellini: «L’informazione ufficiale è giunta solo il giorno prima della riapertura della scuola. E nessuno ha menzionato le risorse che dovranno coprire il servizio». Un’assistente di una cooperativa esterna, fanno sapere i mini-sindaci, costa al municipio 16.20 euro l’ora (circa 200 mila euro in un anno). Sono oltre 3 mila e 500, a Roma, i bambini disabili che necessitano di assistenza. «Ora tutto il peso viene scaricato sui municipi e sulle famiglie» sottolinea Paolo Masini, vicepresidente Pd della Commissione Scuola. Dai dipartimenti comunali competenti, dopo la nomina della nuova giunta, fanno sapere: «Si tratta di un periodo di transizione che sarà risolto quanto prima».
Fonte: http://roma.corriere.it/
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